Interviste | Pre gare | Quotidiano | Categorie: Sport Invernali

Un'altra ‘fredda follia' del bassanese Stefano Farronato in Canada a -50°

Di Comunicati stampa Lunedi 22 Gennaio alle 21:07 | commenti

ArticleImage

Il 1 febbraio inizierà l'ennesima sfida per il bassanese Stefano Farronato (nella foto), arboricoltore di professione, ma con una forte passione per le avventure into the wild. Dopo l'attraversata dell'Alaska in mountain-bike nell'estate del 2016, percorrendo l'Eleven Highway, il 27 gennaio Stefano partirà per il Canada per affrontare la Yokon Arctic Ultra 2018: sicuramente la più fredda ed estrema gara del mondo, al limite della sopravvivenza. 20 i partecipanti di questa ‘fredda follia' - come l'ha definita Farronato - tra cui solo 2 italiani: oltre a Stefano anche il cagliaritano Roberto Zanda. Si dovranno percorrere 483 km in 9 giorni a -50°, scegliendo se utilizzare la mountain bike, gli sci di fondo o affrontarli a piedi. 

Si partirà dalla città di Whitehorse per raggiungere poi Dawson City.
Oltre alle temperature siderali, c'è da considerare anche il problema sonno: si riesce a dormire un'ora al giorno e non di notte a causa dell'alto rischio di ipotermia, dentro a un sacco da bivacco. Impensabile l'utilizzo della tenda, sempre a causa delle bassissime temperature.
Ad oggi, la percentuale di atleti che è costretta ad abbandonare è stimata al 70%. Ogni partecipante indosserà un Gps di localizzazione e in caso di imprevisti potrà essere recuperato dalle moto slitte degli organizzatori, ovviamente con i tempi dettati da un territorio così ostile.
"Ho scelto di percorrere il fiume ghiacciato dello Yokon - spiega Farronato - a piedi, trainando una slitta (pulka) con l'equipaggiamento necessario per sopravvivere. Avrò 8 ore di luce e 16 di buio; mi attendono sentieri alienanti, silenzio per lunghissime ore, circondato solo dal bianco della neve. Non ci saranno né vincitori né vinti in questa gara, ma solo sopravvissuti."
La Yokon Arctic Ultra fu ideata nel 2003 e si è tenuta ogni anno tranne nel 2010: una maratona simile alla famosa Yokon Quest che si svolge con i cani da slitta.
Durante il tragitto sono previsti dei check point di controllo ma solo tre di questi garantiscono un riparo al coperto.
"Mi hanno comunicato che il mio numero di pettorale sarà il 317, la cui somma dà 11, un numero significativo che continua a tornare - continua Farronato - in tutti questi miei viaggi. Sarà l'ennesima sfida con me stesso e non vedo l'ora di partire."
Stefano Farronato si allena da settembre per avere l'idonea preparazione fisica per affrontare la difficile spedizione e le ostilità climatiche che lo attendono, infatti si è allenato in montagna in particolare di notte, sulla neve.
"Saranno i piccoli dettagli a fare la differenza !" conclude Farronato.
Sarà possibile seguire la gara sul sito http://www.arcticultra.de/en.

 

 

Commenti

comments powered by Disqus
Gli altri siti del nostro network